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The Queen Is D…iamond

che fare?

godersi il concerto dei Madness che suonano in cima al tetto di Buckingham Palace (sopportando le bandierine Union Jack che sventolano)
e godersi i pezzi dei Beatles suonati da (Sir) Paul McCartney (sopportando il suo basso con la Union Jack)
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oppure dissociarsi, citando il solito vecchio Morrissey
This week, the Queen's Diamond Jubilee presents a new lesson in the force of tyranny, and is an expression of loathing and abhorrence of the British poor – and all done, quite naturally, at the public's expense! It is degrading to anyone of intelligence. While dictatorships throughout the Middle East are gently condemned by the British government, there is no examination of the extremism enforced by the British 'royals', who remain the most overpaid and most utterly useless people on the planet. Having done nothing to earn our respect, they demand everything by return. It is a cunning and extravagant form of benefit fraud. 
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it's the same old story …
does the body rule the mind or does the mind rule the body?
I dunno

globalizacija

una leffe con una pizza-kebab portatami da un bangla

e qualcuno vota LEGA NORD

saggezza di confine

dal blog di Sergio Tavčar

http://www.sergiotavcar.com/index.php?option=com_content&view=article&id=121:dalla-danimarca-alla-georgia&catid=34:varie&Itemid=56

Il problema è che, essendo nato in una terra di frontiera (con tutti i suoi lati negativi, che sono di tipo materiale, ma con innumerevoli lati positivi dal punto di vista proprio dell’educazione genetica quasi alla multiculturalità ed al rispetto per gli altri, non solo, ma mettendoti spesso nelle vesti dell'”altro” vedi le cose quasi da una prospettiva stereoscopica) sono portato da sempre ad essere curioso per le lingue straniere, parlandone anche alcune. Per esempio, oltre ad essere bilingue sloveno-italiano dalla nascita (papà sloveno, madre triestina di lingua italiana), per un fatto di routine per le nostre genti ho una cospicua parte di parentela a Vienna che parla solo tedesco. Per cui, pur non avendo mai parlato quella lingua, ne mastico qualche parola, riesco a farmi capire, insomma ce l’ho nell’orecchio e non mi trovo mai spaesato quando vado a trovare mio cugino che ci vive. E dunque mi disturba e lo reputo un sintomo di provincialismo, per non dire di becera ignoranza, il dire: “tanto a chi frega in Italia come si dice un nome straniero”.

Il discorso sopra fatto può benissimo collegarsi con la curiosità di qualcuno di voi sul perché vorrei essere nato in Danimarca, o in subordine in Olanda. Quando vado (molto volentieri) a Vienna che, da buon austroungarico fino al midollo continuo a reputare la mia “vera” capitale, ho la magnifica sensazione di trovarmi a casa, per quanto, come detto, parli molto poco il tedesco. Semplicemente lassù la gente si comporta come io mi aspetto che ci si comporti, per cui non ho bisogno mai di stare sul chi vive, non devo sempre tentare di capire dove stia l’inganno, se dici bianco è bianco (sempre), se dici nero è nero. I bambini sono educati come io avrei voluto educare i miei se ne avessi avuti, non gridano, non fanno i prepotenti, obbediscono ai genitori che pure non li soffocano e danno loro le responsabilità giuste quando arriva il tempo. Ed in più quando ci si diverte, ci si diverte veramente, in modo piano, educato, senza rompere le scatole agli altri, ma socializzando nel modo giusto. Quando sono stato in Danimarca ho vissuto questa sensazione all’ennesima potenza. Sono nordici, ma sono considerati i “terroni” della Scandinavia (sì, lo so, geograficamente non sono in Scandinavia, ma culturalmente ne fanno parte a pieno titolo) perché sanno divertirsi nel modo giusto, però quando bisogna essere seri ed educati lo sono. Ed in più, come tutti i nordici, hanno uno straordinario senso del bene comune che viene prima di ogni altra cosa. E le autorità sono sempre al servizio della gente e mai prepotenti. 

cuyahoga

Let’s put our heads together and start a new country up
Our father’s father’s father tried, erased the parts he didn’t like
Let’s try to fill it in, bank the quarry river, swim
We knee-skinned it you and me, we knee-skinned that river red

This is where we walked, this is where we swam
Take a picture here, take a souvenir

This land is the land of ours, this river runs red over it
We knee-skinned it you and me, we knee-skinned that river red
And we gathered up our friends, bank the quarry river, swim
We knee-skinned it you and me, underneath the river bed

This is where we walked, this is where we swam
Take a picture here, take a souvenir
Cuyahoga
Cuyahoga, gone

Let’s put our heads together, start a new country up,
Underneath the river bed we burned the river down.
This is where they walked, swam, hunted, danced and sang,
Take a picture here, take a souvenir
Cuyahoga
Cuyahoga, gone

Rewrite the book and rule the pages, saving face, secured in faith
Bury, burn the waste behind you

This land is the land of ours, this river runs red over it
We are not your allies, we can not defend
This is where they walked, this is where they swam
Take a picture here, take a souvenir

Cuyahoga
Cuyahoga, gone

 

Scrivo a tutti coloro che mi hanno conosciuto, e che hanno conosciuto l’associazione Materya, e il suo impegno per l’ambiente.

In Val di Susa c’è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità. 
Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un’opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di Messina. 
TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.

Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7.

Non mi dilungo sull’impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall’Enel perché ricca di Uranio, ma vi informo di questo: I soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2% ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l’ha messa? Voi! O se preferite lo Stato italiano! Entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l’opera. 
45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l’estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.

Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l’acqua minerale di Lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?

A proposito…non passeranno dalla Val di Susa le merci…Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto.

Volevo solo informare tante persone che ancora non sanno.. 
Grazie del vostro tempo.. e chi di voi volesse aiutarci a fermare questo disastro divulghi questa mail.

Claudio Guerra 
Per saperne di più http://www.notav.eu

domenica 3 luglio 2011

ori meets referendum

un grazie di cuore a quei fricchettoni del TRENT-O per avermi regalato oggi a CIVEZZANO uno dei momenti più esilaranti della mia storia orientistica

totalmente fuori contesto, al  punto 67  (radura con bicchierino) appare una scritta

…a fatica cerco di leggere (la fatica è già tanta anche se è solo il quinto punto) 
e vedo qualcosa del tipo:
ARE YOU SURE YOU REALLY WANT PRIVATE WATER?

rido troppo…
esclamo: FICO! (un po' alla Cartman)…

ringrazio il di cui sopra fricchettone addetto al ristoro (di acqua pubblica)
e parto per il punto successivo totalmente deconcentrato 🙂

WELCOME TO ZINGAROPOLI

welcome to zingaropoli, dove ci godremo il comunismo (come molto
ironicamente suggerisce Libero)

e magari anche ci godremo una certa rinascita culturale, educazionale,
dove non vincono il bullismo, il machismo e il marketing spinto

certo io non mi riconosco in niente, quindi il mio non è un
festeggiamento per l’arrivo di PD&friends a Palazzo Marino
ma di sicuro provo del sollievo nella sconfitta a Milano, per oggi
veramente la mia città, del paradigma Berlusconista-Leghista
(sconfitta di oggi, non per sempre, perché questo paradigma è comunque
ancora ben radicato nella testa della gente comune)

Zinga
Comu

The Queen is Dead VS Vicar in a Tutu

in giorni di matrimoni reali e santificazioni papali, è giusto ricordare i concetti chiave