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quanto è grande l’America? la percezione della dimensione

è sempre difficile confrontare la dimensione delle nazioni immense lontane da noi (US, India, Australia) con noi

in genere queste grosse nazioni non si vedono sulla stessa mappa dell’Italia
sappiamo che sono molto più grandi dell’Italia
ma non abbiamo mai la possibilità di un confronto diretto tra le loro dimensioni

non sappiamo quanto più grandi sono gli Stati Uniti rispetto all’Italia

sappiamo tutti che solitamente le scale delle mappe con cui guardiamo l’Italia (da sola, oppure all’interno dell’Europa) e con cui guardiamo gli Stati Uniti (tutti gli Stati Uniti insieme) sono così diverse
e capita raramente di vedere un planisfero (e comunque le due nazioni sono sempre troppo lontane per un facile confronto),
perciò abbiamo un po’ tutti il pregiudizio di sottostimare quanto grande possano essere gli Stati Uniti:
per quanto grandi li possiamo pensare, sotto sotto abbiamo il timore che gli USA sono ancora più grandi della nostra percezione

il mio recente viaggio negli USA si è svolto quasi esclusivamente nel New England la zona più europea degli Stati Uniti
zona in cui le città sono più vicine che nel resto del paese, e i mezzi pubblici ‘ragionevoli’ per spostarsi di città e di stato
(il New England è formato dai 6 stati più a Nord Est del paese, dove sono arrivati i primi coloni dall’Europa; New York è il primo stato fuori dal New England, e quindi sia Philadelphia che New York non sono nel New England; …vorrei sapere se a LA o nel sud tutti sanno questa cosa)

le distanze nel New England sono europee

sovraimponendo alla mappa della zona di Boston NY Philadelphia (in blu), il mio itinerario (in rosso) e le città della pianura padana (in nero)
si nota che il mio viaggio, di ben 900 miglia, non è stato altro che un normale trasferimento nel Nord Italia
Il New England è paragonabile alla pianura padana

ho avuto difficoltà a trovare treni, ma spostarsi con il bus è stato facile

(anche grazie alle autolinee cinesi, e nonostante il parco auto della Peterpan non proprio al passo con i tempi)

Newengland

se però allarghiamo il quadro
e riportiamo il mio viaggio in rosso sulla mappa degli USA continentali (senza Alaska e Hawaii), confrontandoli con la mappa dell’Italia (senza Sardegna)
finalmente alla stessa scala, vediamo come la differenza di dimensione faccia girar la testa
il mio viaggio è un giretto di quartiere, confrontato con l’estensione degli USA
 

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però a volte questo pregiudizio del ‘tutto è più grande’ non funziona:
mentre passeggiavo per il Central Park a New York, scoprivo che me lo immaginavo molto più grande

confrontato con i parchi milanesi si nota che il Central Park è decisamente più grande dei nostri parchi del centro (Sempione e Giardini Pubblici)
ma ci vuole veramente poco

se confrontato con il Parco di Monza, vediamo che il Central ha una dimensione paragonabile
e addirittura se teniamo tutto il parco, compresa l’area dell’autodromo e del golf, il parco di Monza è molto più grande del Central Park

e la percezione della grandezza, del mistero, della scoperta di zone nuove e consapevolezza del territorio, a Monza è molto più affascinante
la forma irregolare del Parco di Monza lo fa percepire (pensiamo ad un adolescente che scopre la spazialità, le mappe, il territorio) ancora più grande e misterioso del Central Park (un rettangolone lungo e stretto)
Parchi
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US trip

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un sommario del mio viaggio negli States…

21 giorni

14 letti diversi

almeno 30 reti wi-fi a cui mi sono connesso

6 gare di orienteering

4 musei

2 partite NBA (e una annullata)

900 miglia di spostamenti generali, di cui:
 130 miglia in treno
 350 miglia in bus
 420 miglia in auto di orientisti

molti spostamenti locali:
a piedi
di corsa
in bici
in metro
in autobus
in traghetto

1915 EUR spesi, di cui:
 326 EUR per il volo
 137 EUR (circa) per altri trasporti (bus treno metro)
 725 EUR (circa) per dormire, per 17 notti (42,6 EUR di media)
 dal più economico (20 EUR all'ostello di Boston) al più costoso (71 EUR al lussuoso B&B di Rockport), passando dalla camera privata più economica (40 EUR al motel di Hartford), all'ostello con camerata più costoso (48 EUR all'ostello cool di Brooklyn)
 85!!! EUR per le iscrizioni alle gare
 56 EUR per le partite di basket

day22 – Monaco-Malpensa

il volo transoceanico notturno va incredibilmente smooth
solo 7 ore, senza una minima turbolenza:
lufthansa radio (canale 08: rock), cena, film, abbiocco di un paio d’ore, colazione, charlatans in mp3
non c’è neanche tempo di tirare fuori il PC

lufthansa funziona
mi sono trovato bene
e qua all’aeroporto di Monaco, macchinette per caffè/tè gratuite
non male
quasi mi vergogno di tutto quanto ho ricevuto per solo 320 EUR A/R

volo finale su AIRDOLOMITI per attraversare le alpi
e mi accoglie Malpensa, e mi ricorda qual’è il mio paese:
-per terra secchi che raccolgono le gocce dal soffitto nella hall del ritiro bagagli
-in bagno un cartello, messo su con lo scotch: ATTENZIONE – TEMPERATURA ACQUA CALDA ELEVATA
-il malpensa shuttle, senza posaceneri, divelti, con tutta la gommapiuma schifosa in bella vista

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day21 – Cambridge, MA – back to EU

ultima giornata negli States
sono a Cambridge, confine con Somerville (o viceversa), casa dei berlanda
la giornata, prima del volo per l'Europa, è dedicata ad esplorare il quartiere
sotto una leggera pioggerella

sequenze di bic ia scatto fisso

è un bel posto, con case bifamiliari a due piani e mansarda
tutte tenute benissimo
un sacco di locali etnici dove mangiare

vado al MIT, cammino per i viali dell'università, si percepisce che è un università scientifica

incontro architetture tra le più disparate:
dal classico tempio greco per i primi edifici
ai casermoni di cemento anni 50
fino alle strutture avveniristiche stile Guggenheim di Bilbao

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esco su Massachusetts Avenue, altri locali interessanti
e visito il MIT museum
un museo con un occhio di riguardo alle ricerche che porta avanti il MIT
le cose più interessanti/divertenti comunque rimangono delle opere d'arte con ingranaggi e rotelle, bellissime
e una galleria di ologrammi
una mostra di polaroid
e poi robottino, videogiochi

mi sposto verso Harvard, che già avevo intravisto due settimane prima,
mangio da Wendy
incredibilmente sano e incredibilmente cheap
una chili piccolo e mezza insalata (da noi li chiameremmo un chili normale e un'insalata normale)
mi sfamano con 5 USD
(PECAN CHI§CKEN SALAD:  chicken, insalata, mela, pecan, salsa al melograno)

pub, negozi di vestiti usati

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ma soprattutto le famigerate confraternite…
vedo le scritte della ALFA-DELTA-PHI e della ZETA-PSI
esistono veramente! come i bus gialli dello scuolabus

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qualche bookshop, qualche teashop ed è già ora di andare a Logan per l'aereo

bye bye america

day20 – Hartford to Boston

con un vento folle e tracce di neve ?!?, faccio check out al motel alle 10.59 e aspetto il bus per il centro

che arriva abbastanza in orario

Hartford non è NY ma non è neanche Springfield

un gradevole 'centro'
cammino tra gente che mi chiede 100 lire, tra giochi di specchi, piccoli cimiteri, grattacieli che formano gallerie del vento,
verso la bella stazione del treno e e bus
i tombini fumano (come a NY nei film; secondo me non perché faccia particolarmente freddo, ma perché sotto fa particolarmente caldo, scaldano come dei pazzi ovunque)
c'è una specie di cremlino sopra una collina, potrebbe essere la sede dello Stato del Connecticut

noto che il bus per Boston delle 11.15 è ancora lì, sono le 11.30

faccio il biglietto per il bus delle 1.15 PM pensando di girare un po' a piedi per Hartford
alla biglietteria non mi tengono la valigia, fuori fa freddo e tira vento, il bus prima è ancora lì, tutto sommato quello che c'era da vedere di Hartford l'ho visto
=
prendo il bus delle 11.15, che parte alle 11.40

a meno di metà strada un problema ai freni, ci tocca sostare e aspettare il bus sostitutivo
il conducente non spiega la situazione
e quando lo raggiungo per capire cosa sta succedendo, capisco che nessuno capisce:
metà balbuziente, metà difetto di pronuncia

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tra Connecticut e Massachusetts un sacco di boschi laghi e paludi, a bordo autostrada
si è vista anche della neve notturna

arrivo a Boston alle 15.00 (1h45' di ritardo !!!!)
certo, molto fico il wireless sui bus PeterPan, ma onestamente avrei preferito i freni funzionanti e niente wireless

un tardo pranzo alla South Station – Soup of the day e Signature salad + succo d'arancia e prendo la metro per Somerville/Cambridge

appuntamento con Giovanni e Katia per vedere una public lecture su Science and Food ad Harvard
tema del giorno: MEAT GLUE MANIA

uno chef nyorchese molto simpatico ci spiega la sua infatuazione per la meat-glue
è una specie di colla di pesce
una cosa chimica che gli permette di inventare spettacolari piatti
più di una volta parla di 'non sono un alchimista medievale'
qualche battuta purtroppo la perdo, è quasi un comedian

uno scienziato introduce con slide di formule e grafici sull'argomento
(essendo in università, ad ogni formula chiede un applauso, molto ironico 🙂

la conferenza è molto interessante, ma rimaniamo un po scettici sul pane di peanut butter, i noodle di shrimps, e certe creazioni di pesci e carni deformati

cena all'indiano cheap in Cambridge street

Cambridge, ha una via che si chiama Cambridge street, atipico

tempaccio, piove

day19 – Hickory Run Rocks – long

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grazie ai passaggi di Neil Dobbs, l’irlandese volante, vado e vengo tra hotel e gara

la long di oggi è troppo long per me

e oltre alle gambe stanche come sempre, ho un piede che fa male, e il terreno è sassoso
praticamente mi sembra di camminare sulle uova, non riesco a spingere su una gamba e quindi l’altra fa più fatica

alla fine la prima parte di gara va avanti con il mio ritmo accettabile
è una zona corribile, divertente

la seconda parte inizia con la perdita della SICARD, ritrovata

e un generale rallentamento che dopo il pessimo errore diventa una camminata fino alla fine
sento che sta arrivando il crampo ed è meglio evitare problemi
zona diversissima, piena di macchie di verde3 e lunghi tratti di verde1 e verde2

erano anni che non mi vestivo così tanto durante la gara
di solito è sempre maglietta traforata (con scelta tra lunga e corta) e al massimo guanti da mimo

qua, preoccupato dal gelo del giorn0 prima, dalla vista delle macchine ghiacciate al mattino e dalla consapevolezza che 11kmsf per me aihmé diventano un’escursione e non una gara, mi sono over-vestito
maglietta stakanov maniche lunghe con sopra maglia da ori, guanti da mimo, buff in testa
ho sudato come un pazzo
e mi son tolto tutto
(that’s why ho perso la sicard, togliendomi i guanti)
ma dopo il mega errore alla 11, e il cambio di pendio, e aver smesso di correre, è arrivato il vento gelido, e quindi mi son rivestito

atipico in mappa: è segnato il confine della contea (o del parco), con linea blu 50% tratteggiata
un pelo fuori standard ISOM 🙂

ma che mi aiuta a localizzarmi dopo un errore tremendo, lungo la linea ogni 30 metri ci sono dei cartelli: PRIVATE PROPERTY COUNTY SARCA

per fortuna mentre mi premiano mi sto cambiando, evito l’imbarazzo di ricevere un premio per aver fatto 11 kms in 115minuti

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al ritrovo un simpatico tipo con la felpa del Nottingham Forest mi fotografa il buff ratrace da 5cm, e ci scambiamo due parole

al parcheggio ci sono delle macchine targate ORIENTEERING

( a volte basta solo la targa dietro, davanti puoi mettere quel che vuoi)

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mentre mi ristoro nel dopo gara, nell’oceano americanenglish che mi circonda da tempo (con qualche isoletta russa di tanto in tanto) sento una zattera con idioma conosciuto, italiano con ‘leggera’ inflessione romana

seguo la tipa e quasi certo di essermelo sognato, le chiedo: ma tu parli italiano?

inizia una simpatica conversazione con questa famiglia di Roma che vive a Pittsburgh, e pratica saltuariamente orienteering
spaziamo dalla gara di Villa Ada (dove vinse Tenani), a Visetti che li aiutò a pianificare un tour sulla costiera
incredibile!
naturalmente il tipo è lo stesso della felpa del Nottingham (che in realtà è un calco, è la felpa di un qualcosa americano che si chiama PENN FOREST) e avendo visto il mio nome nelle liste di partenza mi aveva pure googlato

e quando gli dico, ah a Pittsburgh fa sempre freddo, lo vedo alla TV nelle partite degli Steelers

tira fuori una spettacolare tovaglietta gialla, con scritto:
L’ASCIUGAMANO TERRIBILE
(in italiano)
la versione italiana della famosa TERRIBLE TOWEL, quella che sventolano all’HEINZ FIELD

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foto di Alexis, er romano de Pittsburgh

immagino andremmo avanti mezz’ore a parlare, ma vedo che ormai se ne stanno andando tutti e non ho ancora perfezionato il mio passaggio verso NORD-EST rincorro ali, e in un minuto mi organizza il passaggio
prima di partire ci fermiamo a vedere il famoso boulder field di Hickory Run
veramente impressionante

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e poi un piacevolissimo viaggio di 4h per le interstate americane in macchina con:

Phil – allergico alla buccia di mela, e affetto da una sindrome per cui non si ricorda le facce delle persone
J-J Coté – un personaggio, ha aneddoti a non finire, e sa una frase in italiano: “baciami in fretta che ho la macchina in doppia fila” 🙂
Ali Crocker – nazionale US, per i trailosti italiani ‘il surfista’, la gariboldi americana, una delle persone più solari mai conosciute, e dopo soli 3 anni di ori, in finale nella sprint di Trondheim

mi fermo a Hartford, capitale del Connecticut (pron: K-nédikt)
in un motel al limite dell’infimo, che costa solo 51.51 USD
mi faccio un panino da Subway (ormai i tempi in cui ordinare da Subway mi terrorizzava sono lontani*)
e domani, probabilmente sotto la pioggia, vedo il centro e prendo un bus per Boston
il ritorno a casa è vicino

questa esperienza di orienteering americano mi è piaciuta, gente simpatica molto accogliente
una piccola comunità che ci crede

*
primi approcci con SUBWAY a Londra, rem 2003

rem: a Meatball Marinara please
SUBWAY: footlong?
rem: yes
SBW: which bread?
rem: which bread have you got?
SBW white, incomprensibile, incomprensibile, incomprensibile, incomprensibile
rem: white’s fine
SBW do you want cheese?
rem: yes please
SBW: which cheese?
rem: which cheese have you got?
SBW: incomprensibile, incomprensibile, cheddar, incomprensibile, incomprensibile
rem: cheddar
any vegetables?
rem: one of this (col dito), one of that, some of this, some of that
any sauce?
rem: have you got mayo?
(sulla salsa ero ormai stravolto e non potevo ancora chiedere le opzioni)

day18 – Hickory Run Rocks – sprint e middle

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giornata atipica: due gare nella stessa mattina

il ritrovo è splendido, un pratone con alberi isolati, che d’estate è uno di quei campeggi spartani americani
ci saranno 5 gradi, anche meno, ma dopo il JKnevoso e la gara di Fondo tutto è sopportabile

alle 9.00 prima partenza della sprint
sprint boschiva ma molto veloce
su una carta ISOM (?!?) allargata al 5000, con simboli allargati al 130%, case grigie, equidistanza 2,5m
praticamente la carta al 10000 con alcuni minimali ritocchi (e la presenza di molte curve ausiliare ha permesso di inserire le curve al 2,5 senza rilievi ulteriori)
la simbologia atipica non crea alcun problema
gara divertente
peccato un errore da 30″ perché avevo letto la riga sbagliata della descrizione punto: non è la mia, io devo cercare un sasso (no, era la mia, dovevo cercare una depressione)
trovo un bargain, felpa azzurrina DVOA con cappuccio, 12 USD
il bagaglio potrà avere d’ora in poi problemi di chiusura cerniera

alle 11.00 (senza tregua) prima partenza della middle
ci scotchano con tape arancio perché è una zona di cacciatori, e il sabato è aperta la caccia
e ci fan firmare una dichiarazione che partiamo a nostro rischio e pericolo (cosa che peraltro fanno sempre prima delle gare, qua hanno fatto doppio modulo per i cacciatori)
in realtà non si vede un cacciatore e non si sente uno sparo nel raggio di 50 miglia

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lo speaker russo-americano (sono tantissimi sti russi) mi annuncia come: Madella, he must surely be Finnish
oh no he’s Italian!!
(ITL sulle liste di partenza)

bel bosco bianco con alcuni sassi e un sacco di giochi di vegetazione verde1 verde2 verde3
bella gara divertente,
faccio due errori da 1′ ciascuno
interessante confrontare i tempi con le WA delle nazionale americana
dopo 30′ di gara diminuisco il ritmo
e a 39′ di gara (4km + 100) crampo sul rush finale, chissà domani? (8km + 250)

al ristoro, troneggiano delle confezioni di nutella (di plastica) deformate perché scaldate nell’acqua calda ?!?
sono a fianco del burro di arachidi: BESTEMMIA!

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in US la M35 non la fa nessuno, vanno tutti in MA e quindi mi porto a casa due collane con campanellino e adesivo della gara
?!?

alle 15.30 risultati delle due gare già online!!!!!!

alle 16.30 cheese and wine party in albergo, per raccogliere fondi per la nazionale maggiore
donazione consigliata 8 dollari
in un clima informale, vengono presentati i 4 nazionali che sono andati a Trondheim
raccontano aneddoti e poi sono disponibile a parlare con la gente sulle scelte della gara del giorno
sono appese le classifiche, e i percorsi dei vincitori di oggi
cosa molto riuscita!
per fortuna non c’è solo vino ma anche cider* e birra

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*parola del giorno: 
in AMERICA
cider = succo di mela
hard cider = sidro

in UK

apple juice = succo di mela
cider = sidro